Della musica degli ucraini DakhaBrakha, avevamo parlato con un lungo approfondimento dedicato alla variegata scena della nazione. Il quartetto folk fondato a Kyiv nel 2004, propone una contaminazione vitale tra musica della tradizione, minimalismo, urgenza punk e altre influenze. Il bacino maggiore da cui attingono è quello della musica folk dell’Est Europa, ma c’è molto medioriente, incursioni africane e anche momenti di musica street rappati in lingua ucraina. Ne deriva un’attitudine soulful radicatissima nella storia sonora del paese, dove l’approccio popolare e per certi versi, selvaggio, caratterizza il loro marchio di fabbrica.
Dopo l’invasione della Russia in Ucraina, il quartetto costituito da Nina Garenetska, Olena Tsibulska, Iryna Kovalenko e Marko Halanevych, ha fatto una necessaria pausa produttiva, rompendo un silenzio durato due anni nel marzo del 2024, esattamente un anno fa.
il nuovo inedito si intitolava “A Lump in Your throat“, ovvero “un nodo alla gola”, ed è stato veicolato da un videoclip realizzato attraverso una campagna partecipativa. A ciascun cittadino ucraino veniva chiesta una foto oppure un video, conservati nei due anni di guerra precedenti nel proprio smartphone.
Qual è la tua ultima foto? Recita un cartello all’inizio del clip.
Emerge un quotidiano diverso dal nostro, dove la condivisione dello spazio comune è attraversata da una condizione tragica ed emergenziale.
Lo scopo dell’operazione, tanto semplice quanto necessario, continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica globale sulla vita corrente degli ucraini sotto le bombe russe.
In un’intervista concessa a The village, Marko Halanevych ha dichiarato: “Il brano è in uno stile inconsueto per la band. L’ho composto durante una notte passata dentro un rifugio antiaereo. Abbiamo subito pensato ad un video musicale. Siamo grati a tutti gli ucraini che hanno condiviso il loro personale dolore“
Al video è stata associata anche una petizione del Center For Civil Liberties, chiamata “Make Russia Pay” che esorta i leader del G7 e gli stati membri dell’UE ad utilizzare i beni russi congelati per sostenere e ricostruire l’Ucraina. La petizione è ancora attiva e può essere sottoscritta con una donazione da questa parte sul sito ufficiale del Center For Civil Liberties.
La clip girata in formato verticale, integra i contributi video-fotografici degli ucraini con interventi leggeri di post produzione, più orientati a creare tridimensionalità intorno ai segmenti strettamente fotografici. L’incedere di una ballad malinconica e nomade, crea una vera e propria sovrapposizione emotiva con il radicamento di queste persone in una terra resa ostile dall’invasione.
Sono immagini di violento spossessamento di luoghi, spazi, oggetti, convivenza sociale, dove emerge una necessità di protezione e il confidare incondizionato nelle energie più semplici dell’amore.
In un paese come l’Italia, dove fantasiose dietrologie geopolitiche si combinano ad un substrato ideologico ormai alimentato dall’ignoranza, dal populismo e da grottesche forme di appartenenza, “A lump in the your throat” è un pugno nello stomaco. Speriamo colpisca a fondo.