Metti su un disco degli spezzini Manges e sai già cosa aspettarti: Punk Rock ramonesiano fino al midollo. Veloce, melodico e molto legato ad un’estetica anni 90 di bands che del verbo dei 4 fratellini ne hanno fatto uno stile e una ragione di vita e di suono: Screaching Weasel e Queers su tutti.
Inutile dire che la materia i nostri la masticano da primi della classe e non hanno veramente bisogno di prendere lezioni da nessuno, prova ne sono i primi quattro pezzi di questo nuovo All Is Well, micidiali ed inesorabili nel tracciare la rotta di un disco perfettamente a fuoco: la melodia demente e ripetitiva di Crocodile In My Head, il bubblegum di Plan Honolulu, il Sixties pop di Love Is A Disease, il punk’n’roll di My Bad. Poi ci sono brani di più ampio respiro come l’intensa Don’t Bet On Me, attraversata da inquietudini quasi dark, o l’omaggio ad una folksinger del passato (Melanie Safka) di cui i Manges ripropongono I Tried To Die Young, ovviamente alla loro maniera.
Il disco è autodistribuito grazie al mailorder gestito dal gruppo (Striped Punk Rock Shop: a proposito, andate a cercarvi la loro tripla raccolta di 7” uscita l’anno scorso, intitolata appunto Everything Released On 7”) ed è prodotto da Hervè Peroncini dei concittadini Peawees, il quale ha svolto veramente un ottimo lavoro; il sound secco e asciutto che esce dalle casse non ha nulla a che fare con il fighettume di certo Punk Rock moderno che suona spesso troppo patinato e troppo “potente” e che per tale motivo è sempre più lontano dall’idea di immediatezza e spontaneità a cui questo genere rimanda: Peroncini prende per mano i Manges e ve li porta live direttamente nel salotto di casa, e questo è un elemento aggiuntivo di assoluto valore che non fa che alzare ulteriormente l’asticella valutativa di All Is Well.